Come si collega l’esperienza di san Colombano con quella dei
navigatori nello cyberspazio? Uno frase “non amiamo la via più della patria per
non perdere la patria eterna” è stata una delle motivazione che gli ha spinto per
lasciare la tranquillità del monastero di Bangor. Perché egli ha deciso di
lasciare uno stile di vita buona, bella e solida con gli orari regolari per poi
abbracciare le incertezze e le difficoltà del viaggio? La nostra vita è un pellegrinaggio
verso il nostro Creatore e Redentore. La casa nostra non è su questa terra. La nostra
comunità è quella celeste perché Dio ci ama per primo. Per sottolineare l’importanza
della nostra appartenenza a Dio - e perciò la patria eterna è il fine più
importante da abbracciare lunga la storia dell’uomo -, san Colombano si offre al
martirio bianco: fare la conversione continua; avere la distanza dai beni
terreni; vivere in sobrietà, coltivando la terra (coltivando le anime).
Come si descrive l’anime dei viaggiatori nello cyberspazio?
Innanzitutto, possiamo immaginare una grande rotonda all’incrocio
oppure una vasca in cui i pesci si affrettano sempre nella stessa direzione. Fissata
una sedia di fronte al computer, un viaggiatore riesce a scoprire il mondo fino
a centinaia di chilometri, anzi egli può sfogliare le pagine del mondo senza
confine! Il suo mondo non è più quella stanza di cinque metri quadrati, ma egli
appartiene al mondo dell’al di là, ossia a quello che si presenta nello
schermo. Non esiste più la vasca, la rotonda, il confine per un navigatore? Di quale
mondo egli appartiene? Qual è la via e qual è la patria da giungere?
Di seguito, come si esprime le virtù di un buon navigatore? A
volte c’è una doppia delle immagini nelle pubblicità dei prodotti. I linguaggi dello
schermo offrono la bellezza, che spesso trascura la debolezza umana. È una cosa
compromettente far vedere chi sono io come sono? Oppure c’è il problema della
sicurezza che non è molto garantito nello spazio digitale, perché chi sa
muoversi bene sono limitati a coloro che conoscono i suoi sentieri e le sue scorciatoie
– o in altre parole – sono gli esperti
della tecnologia. L’esempio di san Colombano è stato favorito da un incontro
personale attraverso un contatto faccia a faccia. Si riconosce la voce, la
fisionomia, i gesti fisici, le emozioni, la personalità, il carattere della
persona con cui si relaziona. Qui c’è il rischio? Certo! È diretto! Anzi, nelle
difficoltà si nota la padronanza dell’uomo verso se stesso.
alfonsus widhiwiryawan, parma, 23 novembre 2011