Vuoi leggere la Sacra
Scrittura? Anche le riflessioni bibliche? Soltanto per citare alcuni, potete scegliere
una pagina tra questi siti in cui si
trova sia il testo del giorno, sia i commenti
Vuoi pregare il breviario?
Questi siti propongono il breviario digitalizzato. Potete anche scaricare e pregare
tranquillamente con iPhone, iPad o mobile. Così il breviario è di portata a
mano.
in spagnolo
Non ti preoccupare. Se tu
fossi impegnatissimo e non hai tempo abbastanza, magari durante il viaggio
potete ascoltarlo in mp3
In questo di lingua
inglese, si può anche prendere il testo, ascoltare la recita del breviario in
mp3. È possibile anche in Podcast Itunes, iPhone and iPad app,
Vuoi recitare il rosario?
Ci sono delle comunità online che recitano il rosario assomiglia con lo stile
della Radio Maria. Poi ci sono anche alcuni siti che propongono il rosario in
formato mp3 in modo tale che tu possa scaricarlo e riprendi quando hai tempo.
o anche direttamente con la
visione dalla Terra Santa (in inglese e spagnolo)
Vuoi ascoltare o seguire
la messa in diretta? Il sito del vaticano offre un audio e video per
trasmettere direttamente la messa e l’angelus del Pontefice.
Poi ci sono dei siti o dei
blog che offrono la trasmissione diretta delle messe celebrate nelle loro
parrocchie, nei santuari o altri luoghi importanti.
In diretta da Lourdes http://it.lourdes-france.org/tv-lourdes/
In diretta da Medjugorje http://www.cuoreimmacolato.it/MIR.asp
From Passionist Community of St. Ann's Monastery
Dalle parrocchie o duomo
Vuoi fare gli esercizi o
una preghiera prolungata? Ci sono tanti siti e blog cattolici in cui potete
arricchirvi con i vari testi spirituali, le riflessioni, i materiali del
discernimento ecc. Francesco Diani ha fatto un elenco che potrebbe essere un
quadro generale dei siti cattolici in Italia.
Hai bisogno di un
direttore spirituale? Potete vedere al sito http://www.pretionline.it/
Qui potete cercare i preti diocesani, i preti religiosi, i religiosi di vita
apostolica, i vescovi, i diaconi sia di istituti religiosi o quei permanenti. Ovviamente
si può contattare quando questi sono online.
Bene, quasi perfetto!
Sfogliando le pagine del web, ci sono questi eventi che normalmente li facciamo
nella nostra parrocchia o in un piccolo spazio dove di solito incontriamo con i
nostri coetanei o i nostri gruppi.
Tutte queste cose mi fanno
pensare: Le varie proposte di internet nell’ambito
spirituale sono un’altra via di perfezione? Se seguo tutto,
posso raggiungere la santità cristiana? vedete: Quasi TUTTO C’È. Cosa vuoi
ancora? Vuoi partecipare alla messa, alla recita del rosario, al dialogo con un
prete … è possibile tutto da casa. È un fai-da-te della vita spirituale. Vuoi
ascoltare il breviario cantato o recitato, guidando la macchina? È possibile!
Vuoi pregare mentre viaggi in treno? C’è iPod e iPhone!
È possibile raggiungere la
santità, accedendo a questi siti personalmente?
Prima di tutto, penso che
sia giusto chiarire il termine «le vie di santità». Ma cosa intendiamo noi con
«le vie di santità»? Leggendo la storia dei santi oppure il percorso della vita
spirituale dal periodo dell’incarnazione di Gesù Cristo fino ad oggi, considererei
«le vie di santità» come quelle scelte che l’uomo cerca,
per rimanere in sintonia con la volontà di Dio. Vediamo insieme le esperienze
delle persone innamorate di Dio lungo i secoli del cristianesimo.
All’inizio, queste persone
sono state chiamate da Gesù in modo specifico. Infatti, c’erano soltanto 12
persone scelte per rimanere con lui in modo più stretto. Non parliamo della
loro qualità morale e spirituale iniziale che a volte ci hanno stupito. Poi ci
sono un circolo di 72 discepoli, qualche famiglia vicina, i gruppi delle donne
e la folla.
Dopo l’evento del
Calvario, la faccia del discepolato incontra un’altra esperienza: la
persecuzione e il martirio. Tanti cristiani non vogliono il martirio, ma sono
pronti se capitasse. Non hanno paura perché sono sicuri di appartenere al
Signore. «Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se
stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per
il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm
14,7-8). Leggendo le loro storie, penso che fosse una storia eroica del
passato. Invece no. In ogni epoca, ci vuole sempre un martirio con le modalità
sempre diverse e nuova. La storia dei martiri non è un capitolo tra le
parentesi, anzi, è proprio qui si nota la veridicità dell’amore.
Finito il periodo della
persecuzione, ci si domandava: adesso, in che modo questa amore si esercita in
modo più radicale. In che modo posso seguire il Signore per tutta la vita con
tutto il mio cuore, tutto il mio intelletto, tutta la mia volontà e tutte le
mie forze? Ecco il periodo della vita nel deserto. È qui si trova il vero
combattimento contro il male o se vogliamo utilizzare il loro linguaggio, è qui
che si lotta contro il demonio tra le schiere fraterne, nel solitario
dell’eremo, col loro pugno e col loro braccio combattono i vizi della carne e
dei pensieri. La solitudine e il silenzio del deserto si trasformano in un
campo di battaglia. Sembrava che i veri cristiani del Signore fossero quelli
che si trovavano in quel luogo per combattere contro il demonio.
Lo sviluppo della vita
eremitica viene accompagnato, poi, con
la presenza dei vari monasteri, in cui si nota subito, che la presenza delle
mura distingue direttamente dall’eremo nel deserto. Si regolano la loro vita comunitaria
all’interno del recinto sotto la guida di una regola e di un abate. Ricordiamo
il motto «ora et labora» di San Benedetto. Si prega e si lavora in modo
equilibrato. La cappella perciò diventa un luogo
centrale dell’incontro fecondo dell’ufficio e determina l’andamento della
giornata.
Al secondo millennio, la
storia cambia. Possiamo dire che la realtà sociale del mondo, lo sviluppo
tecnologico dell’epoca e la conoscenza dell’identità comune influisce sulle modalità per raggiungere la perfezione
cristiana. Continua ancora a vivere nel deserto, nel monastero, ma si allarga
l’orizzonte. La Chiesa comprende che il linguaggio di fede si trova nella sala
dell’incontro. Possiamo notare la presenza dei predicatori (i Domenicani ) e
dei mendicanti (i Francescani) che spostano (non tolgono) la centralità della
vita comunitaria, dalla cappella alla sala dell’incontro. Di conseguenza,
l’aspetto fraterno è diventato un carattere molto forte che si distingue dalle
vie precedenti.
Circa cinque secoli dopo, la
scoperta delle terre nuove determina l’apertura del concetto del discepolato.
Possiamo seguire il Signore non nel deserto, non nel monastero, non nella
confraternità, ma rimane nel mondo? Le vie di santità non si trovano soltanto
all’interno della Chiesa che prega, all’interno della confraternita che discute
ma anche nello spazio territoriale fino ai confini della terra! In tutte le
strade del mondo insieme con i suoi problemi politici, economici, sociali,
culturali e con le loro allegria, afflizioni, passioni e felicità sono le vie
di santità. Qui, la vita missionaria propone una sfida: tutte le strade del
mondo sono le vie per raggiungere la perfezione cristiana. La parola «partire»
risuona forte e edificante per compiere il mandato «Andate in tutto il mondo e
predicate il vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15) affinché «tutti i confini
della terra vedranno la salvezza del nostro Dio» (Is 52,10).
E adesso? Una bella
domanda! Già siamo qui all’inizio del terzo millennio. Possiamo percepire
alcuni cambiamenti notevoli. Vorrei accennare un campo soltanto: lo sviluppo
velocissimo di tecnologia in 10 anni prima e dopo del 2000. I ragazzi che sono
nati in questo periodo sono i nativi digitali. Praticamente sono nati con il
cellulare sotto il cuscino. Piattaforma del web 1.0 è il loro passato. Quello
del 2.0 è ancora instabile. È una generazione di transizione che sta cercando
uno stile di vita nuova. Infatti, sono loro che comprenderanno, prima o poi, il
linguaggio “nuovo” della rete.
La trasformazione delle
abitudini si notano già. Ricordiamoci delle messe trasmesse dal Vaticano nei
momenti forti che sono trasmessi in diretta oppure la recita del rosario che ha
coinvolto cinque continenti per ogni mistero, oppure semplicemente riflettendo
la presenza di numerosi siti e blog (alcuni sono citati precedentemente, giusto
per dare una idea) e ci sono tante altre. In breve, lo sviluppo della
tecnologia comunicazione rende possibile un pseudo incontro di preghiera o una pseudo
- comunità.
La domanda classica: è
possibile trovare le vie di santità via internet con tutti i vantaggi ed i
difetti che ci sono? Innanzitutto, le possibilità ci sono come abbiamo elencato
sopra. Questi siti sono le vie. Sono gli strumenti che servono per raggiungere
l’unico scopo: fare la volontà di Dio, che è il fine ultimo ed unico dei discepoli.
Si raggiunge questo scopo insieme con gli altri pellegrini della volontà di
Dio. Il discepolato non è un cammino fai-da-te, né una vita spirituale light
che adora la propria immagine trascurando la grazia di Dio e la comunità. Non
siamo mai da soli! Anche un eremita che vive nel deserto, ha uno spirito
fraterno e una comunità che lo sostiene.
Perché accenno questo aspetto
comunitario? Proprio perché la trappola aperta della presenza dei siti o dei
blog cattolici a volte fanno pensare la possibilità di auto-salvezza o di
rifiuto nei confronti della realtà peccaminosa della Chiesa. Sfruttando la
tecnologia digitale per sostenere lo spirito raccolto di fede cristiana non
sostituire o anzi, abolire l’importanza della presenza della comunità. Gli
Atti 2,42-48 offrono quattro colonne che nel suo insieme costituiscono il carattere della vita comunitaria: 1) Ascoltare
insegnamento, 2) Unione fraterna, 3) Frazione del pane e 4) Nelle preghiere.
Purtroppo non tutti questi elementi sono condivisi con la
tecnologia. Si può concretizzare il primo e l’ultimo, mentre il secondo
elemento subisce la riduzione e il terzo viene considerato impossibile (almeno
per ora) da attualizzare on-line.
@ «Credere
Oggi: Internet e Chiesa», 183 (2011)
@ Scifo,
B – Arnoldi P., eds., Internet e
l’esperienza religiosa nella rete
@ Di
Montelera, E., Linguaggio dello schermo e
linguaggio della fede
@ Slevin,
J., Internet and society
Thanks to angelica barusi
@lfonsus widhiwiryawan, Parma, settembre 2011