martedì 20 settembre 2011

Le vie di santità on-line


Vuoi leggere la Sacra Scrittura? Anche le riflessioni bibliche? Soltanto per citare alcuni, potete scegliere una pagina tra questi siti  in cui si trova sia il testo del giorno, sia i commenti

Vuoi pregare il breviario? Questi siti propongono il breviario digitalizzato. Potete anche scaricare e pregare tranquillamente con iPhone, iPad o mobile. Così il breviario è di portata a mano.
in spagnolo
Non ti preoccupare. Se tu fossi impegnatissimo e non hai tempo abbastanza, magari durante il viaggio potete ascoltarlo in mp3
In questo di lingua inglese, si può anche prendere il testo, ascoltare la recita del breviario in mp3. È possibile anche in Podcast Itunes, iPhone and iPad app,

Vuoi recitare il rosario? Ci sono delle comunità online che recitano il rosario assomiglia con lo stile della Radio Maria. Poi ci sono anche alcuni siti che propongono il rosario in formato mp3 in modo tale che tu possa scaricarlo e riprendi quando hai tempo.
o anche direttamente con la visione dalla Terra Santa (in inglese e spagnolo)
Vuoi ascoltare o seguire la messa in diretta? Il sito del vaticano offre un audio e video per trasmettere direttamente la messa e l’angelus del Pontefice.

Poi ci sono dei siti o dei blog che offrono la trasmissione diretta delle messe celebrate nelle loro parrocchie, nei santuari o altri luoghi importanti.
In diretta da Medjugorje http://www.cuoreimmacolato.it/MIR.asp
From Passionist Community of St. Ann's Monastery
Dalle parrocchie o duomo
Vuoi fare gli esercizi o una preghiera prolungata? Ci sono tanti siti e blog cattolici in cui potete arricchirvi con i vari testi spirituali, le riflessioni, i materiali del discernimento ecc. Francesco Diani ha fatto un elenco che potrebbe essere un quadro generale dei siti cattolici in Italia.

Hai bisogno di un direttore spirituale? Potete vedere al sito http://www.pretionline.it/ Qui potete cercare i preti diocesani, i preti religiosi, i religiosi di vita apostolica, i vescovi, i diaconi sia di istituti religiosi o quei permanenti. Ovviamente si può contattare quando questi sono online.

Bene, quasi perfetto! Sfogliando le pagine del web, ci sono questi eventi che normalmente li facciamo nella nostra parrocchia o in un piccolo spazio dove di solito incontriamo con i nostri coetanei o i nostri gruppi.

Tutte queste cose mi fanno pensare: Le varie proposte di internet nell’ambito spirituale sono un’altra via di perfezione? Se seguo tutto, posso raggiungere la santità cristiana? vedete: Quasi TUTTO C’È. Cosa vuoi ancora? Vuoi partecipare alla messa, alla recita del rosario, al dialogo con un prete … è possibile tutto da casa. È un fai-da-te della vita spirituale. Vuoi ascoltare il breviario cantato o recitato, guidando la macchina? È possibile! Vuoi pregare mentre viaggi in treno? C’è iPod e iPhone!

È possibile raggiungere la santità, accedendo a questi siti personalmente?
Prima di tutto, penso che sia giusto chiarire il termine «le vie di santità». Ma cosa intendiamo noi con «le vie di santità»? Leggendo la storia dei santi oppure il percorso della vita spirituale dal periodo dell’incarnazione di Gesù Cristo fino ad oggi, considererei «le vie di santità» come quelle scelte che l’uomo cerca, per rimanere in sintonia con la volontà di Dio. Vediamo insieme le esperienze delle persone innamorate di Dio lungo i secoli del cristianesimo.

All’inizio, queste persone sono state chiamate da Gesù in modo specifico. Infatti, c’erano soltanto 12 persone scelte per rimanere con lui in modo più stretto. Non parliamo della loro qualità morale e spirituale iniziale che a volte ci hanno stupito. Poi ci sono un circolo di 72 discepoli, qualche famiglia vicina, i gruppi delle donne e la folla.

Dopo l’evento del Calvario, la faccia del discepolato incontra un’altra esperienza: la persecuzione e il martirio. Tanti cristiani non vogliono il martirio, ma sono pronti se capitasse. Non hanno paura perché sono sicuri di appartenere al Signore. «Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm 14,7-8). Leggendo le loro storie, penso che fosse una storia eroica del passato. Invece no. In ogni epoca, ci vuole sempre un martirio con le modalità sempre diverse e nuova. La storia dei martiri non è un capitolo tra le parentesi, anzi, è proprio qui si nota la veridicità dell’amore.

Finito il periodo della persecuzione, ci si domandava: adesso, in che modo questa amore si esercita in modo più radicale. In che modo posso seguire il Signore per tutta la vita con tutto il mio cuore, tutto il mio intelletto, tutta la mia volontà e tutte le mie forze? Ecco il periodo della vita nel deserto. È qui si trova il vero combattimento contro il male o se vogliamo utilizzare il loro linguaggio, è qui che si lotta contro il demonio tra le schiere fraterne, nel solitario dell’eremo, col loro pugno e col loro braccio combattono i vizi della carne e dei pensieri. La solitudine e il silenzio del deserto si trasformano in un campo di battaglia. Sembrava che i veri cristiani del Signore fossero quelli che si trovavano in quel luogo per combattere contro il demonio.
Lo sviluppo della vita eremitica viene accompagnato, poi,  con la presenza dei vari monasteri, in cui si nota subito, che la presenza delle mura distingue direttamente dall’eremo nel deserto. Si regolano la loro vita comunitaria all’interno del recinto sotto la guida di una regola e di un abate. Ricordiamo il motto «ora et labora» di San Benedetto. Si prega e si lavora in modo equilibrato. La cappella perciò diventa un luogo centrale dell’incontro fecondo dell’ufficio e determina l’andamento della giornata.

Al secondo millennio, la storia cambia. Possiamo dire che la realtà sociale del mondo, lo sviluppo tecnologico dell’epoca e la conoscenza dell’identità comune influisce sulle modalità per raggiungere la perfezione cristiana. Continua ancora a vivere nel deserto, nel monastero, ma si allarga l’orizzonte. La Chiesa comprende che il linguaggio di fede si trova nella sala dell’incontro. Possiamo notare la presenza dei predicatori (i Domenicani ) e dei mendicanti (i Francescani) che spostano (non tolgono) la centralità della vita comunitaria, dalla cappella alla sala dell’incontro. Di conseguenza, l’aspetto fraterno è diventato un carattere molto forte che si distingue dalle vie precedenti.

Circa cinque secoli dopo, la scoperta delle terre nuove determina l’apertura del concetto del discepolato. Possiamo seguire il Signore non nel deserto, non nel monastero, non nella confraternità, ma rimane nel mondo? Le vie di santità non si trovano soltanto all’interno della Chiesa che prega, all’interno della confraternita che discute ma anche nello spazio territoriale fino ai confini della terra! In tutte le strade del mondo insieme con i suoi problemi politici, economici, sociali, culturali e con le loro allegria, afflizioni, passioni e felicità sono le vie di santità. Qui, la vita missionaria propone una sfida: tutte le strade del mondo sono le vie per raggiungere la perfezione cristiana. La parola «partire» risuona forte e edificante per compiere il mandato «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15) affinché «tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio» (Is 52,10).

E adesso? Una bella domanda! Già siamo qui all’inizio del terzo millennio. Possiamo percepire alcuni cambiamenti notevoli. Vorrei accennare un campo soltanto: lo sviluppo velocissimo di tecnologia in 10 anni prima e dopo del 2000. I ragazzi che sono nati in questo periodo sono i nativi digitali. Praticamente sono nati con il cellulare sotto il cuscino. Piattaforma del web 1.0 è il loro passato. Quello del 2.0 è ancora instabile. È una generazione di transizione che sta cercando uno stile di vita nuova. Infatti, sono loro che comprenderanno, prima o poi, il linguaggio “nuovo” della rete.

La trasformazione delle abitudini si notano già. Ricordiamoci delle messe trasmesse dal Vaticano nei momenti forti che sono trasmessi in diretta oppure la recita del rosario che ha coinvolto cinque continenti per ogni mistero, oppure semplicemente riflettendo la presenza di numerosi siti e blog (alcuni sono citati precedentemente, giusto per dare una idea) e ci sono tante altre. In breve, lo sviluppo della tecnologia comunicazione rende possibile un pseudo incontro di preghiera o una pseudo - comunità.

La domanda classica: è possibile trovare le vie di santità via internet con tutti i vantaggi ed i difetti che ci sono? Innanzitutto, le possibilità ci sono come abbiamo elencato sopra. Questi siti sono le vie. Sono gli strumenti che servono per raggiungere l’unico scopo: fare la volontà di Dio, che è il fine ultimo ed unico dei discepoli. Si raggiunge questo scopo insieme con gli altri pellegrini della volontà di Dio. Il discepolato non è un cammino fai-da-te, né una vita spirituale light che adora la propria immagine trascurando la grazia di Dio e la comunità. Non siamo mai da soli! Anche un eremita che vive nel deserto, ha uno spirito fraterno e una comunità che lo sostiene. 

Perché accenno questo aspetto comunitario? Proprio perché la trappola aperta della presenza dei siti o dei blog cattolici a volte fanno pensare la possibilità di auto-salvezza o di rifiuto nei confronti della realtà peccaminosa della Chiesa. Sfruttando la tecnologia digitale per sostenere lo spirito raccolto di fede cristiana non sostituire o anzi, abolire l’importanza della presenza della comunità. Gli Atti 2,42-48 offrono quattro colonne che nel suo insieme costituiscono il carattere della vita comunitaria: 1) Ascoltare insegnamento, 2) Unione fraterna, 3) Frazione del pane e 4) Nelle preghiere. Purtroppo non tutti questi elementi sono condivisi con la tecnologia. Si può concretizzare il primo e l’ultimo, mentre il secondo elemento subisce la riduzione e il terzo viene considerato impossibile (almeno per ora) da attualizzare on-line.

@ «Credere Oggi: Internet e Chiesa», 183 (2011)
@ Scifo, B – Arnoldi P., eds., Internet e l’esperienza religiosa nella rete
@ Di Montelera, E., Linguaggio dello schermo e linguaggio della fede
@ Slevin, J., Internet and society


Thanks to angelica barusi
@lfonsus widhiwiryawan, Parma, settembre 2011