Lettura precedente: Le 7 vie dei vizi capitali della nuova piattaformaQuando la passione e l’affettività dominano lo svolgimento della scelta, il rischio aperto è cadere nella dipendenza. Lo scatto iniziale è molto semplice, per esempio quando uno pensa che «Non ho niente da fare, allora posso andare a navigare in internet», «fra poco ci vado», «fra cinque minuti spengo il computer», «un attimo», «nessuno mi vede» ecc. Ma davvero esiste questo tempo e spazio vuoto in cui non ho niente da fare e mi metto a navigare in internet? Questa è una forma di abuso molto semplice che sfocia in problemi spiacevoli. Quei pochi secondi possono moltiplicarsi in ore, giornate e se non si è attenti, potrebbero creare poi una sottomissione a ciò che piace fare davanti allo schermo. In questa seconda via, ci si ferma un attimo per ripensare le tappe della trasformazione del motivo trascorso davanti ad internet.
Come funziona questo isolamento dal mondo reale al mondo dei codici tecnici? È possibile che sia percepito come via di fuga dalla realtà. Le emozioni instabili, i problemi sovraccaricati e l’incapacità di affrontare la solitudine sono alcuni elementi da considerare attentamente. Visto che uno non sa cosa fare allora la scelta a volte cade nell’opzione più appetibile come i giochi, le pornografie, i film, gli incontri liberi oppure le altre applicazioni semplici. Un pretesto di curiosità, la decisione del cuore e l’agire concretamente per accedere ai siti della pornografia fino alla “guerra stellare” possono portare a sentirsi cosi vincolati come fossero una droga. Il fenomeno semplice si intuisce dall’automatismo, per esempio, aprire Facebook prima di andare al lavoro o prima di dormire; si sente il bisogno di scrivere tutti i movimenti dell’estate in Twitter; ci si sente consolati sfogandosi con la pornografia; ci si sente vivi nello giocare a «Secondlife» piuttosto che chiacchierare con gli amici ecc.
Il film del Grande silenzio descrive benissimo il significato del vuoto, della pienezza del tempo storico e del silenzio pieno. L’anima dell’uomo cerca qualcosa per riempire il vuoto e il silenzio che c’è dentro, ma non si sazia con quello che c’è davanti a lui. Questo risultato è ovvio, perché egli si limita a cercare nelle cose della terra che non durano in eterno. L’esempio forte dei monaci evidenzia questa ricerca del senso della pienezza e del vuoto fondata sul principio solido, che è Dio stesso. Solo Dio può riempire il senso del vuoto dell’uomo. Per costruire una casa solida, ci vuole un fondamento su cui non si può scivolare.