Quante ore si stanno davanti al computer al giorno e per quale motivo? Ci sono tante risposte e vari motivi dipende dalle categorie di persone e il contesto in cui uno utilizza il computer. Ma quando la tecnologia delle varie applicazioni emergenti invadono internet, il significato del tempo sparisce pian piano. Ciò che uno si sente e ciò che invece è reale a volte si confondono. Penso di aver giocato su Facebook soltanto per cinque minuti, in realtà è passata già più di mezzora!
Come si può interpretare questo tempo in internet? Una persona lo può interpretare come fosse un tempo morto, nel senso che le ore passate davanti al computer sono una evasione dalla realtà. Non si vive una realtà visibile, percepibile e palpabile. Infatti, quando si inizia a mettersi davanti al computer, tutta l’attenzione, il cuore, l’energia si concentra su ciò che succede davanti ad esso. L’uomo si sente rapito davanti alle immagini, gli scritti e le voci uscite dallo piccolo schermo di fronte a lui. Tutto il mondo attorno a lui è come se si fosse fermato. Non si muove nessuno e niente. Ma è davvero così?
Un’ altra persona pensa che il tempo passato davanti alle pagine web è un tempo relativo. Si possono impiegare parecchie ore come un tempo di divertimento dunque giocando, o di rilassamento dunque guardando i film, o di reti sociali dunque collegandosi con gli amici on-line oppure aprendo le varie pagine a piacere personale ecc. È relativo nel senso che quello che si fa dentro la rete è un passa tempo. Si entra dentro la rete stimolati per evitare la solitudine e per approfittare del « tempo vuoto» in cui uno si sente che «non ha da fare». Lo svuotamento del tempo mette a rischio l’ordinamento della scala dei valori del bene comune e della scala della verità. Esiste davvero questo «tempo vuoto»?
Il tempo trascorso dentro il web potrebbe essere anche un tempo effettivo. L’esigenza del lavoro, degli impegni nella società e del comunicare ed incontrare l’altro possono essere alcuni dei motivi che stimolano la permanenza davanti allo schermo. C’è uno spirito per coinvolgere gli altri nel proprio impegno, nella propria vita ossia condividere la propria vita in quella del prossimo. Il motivo è valido, chiaro, ragionevole e ci impegna con una certa responsabilità. L’effettività dell’uso di questo tempo è incoraggiata poi dalla passione e dall’affettività che uno ci mette per prendere sul serio la questione.
Cosa dice lo sguardo del discepolo davanti al tempo del web di oggi? Quando la tecnologia viene integrata nella vita, uno si rende conto che non esiste il tempo morto (log on nella rete) e il tempo vivente nella nostra quotidianità (log off dalla rete), perché la vita è una sola. Ciò che uno fa è sempre dentro la cornice del tempo presente. Non esiste il tempo dell’isolamento davanti allo schermo e il tempo attivo della vita reale. Il tempo dell’incontro faccia a faccia non elimina il tempo di Facebook; così come il tempo della Secondlife non impedisce di suonare la chitarra e cantare con gli amici. Il tempo nella vita dell’uomo è singolare, in quanto unico. Se si pensa all’effettività, anche il tempo per dormire è un tempo effettivo. Dormire bene è buono per la salute e utile per poter lavorare in modo efficace nella giornata seguente. Lo sbaglio comune è pensare che la notte sia un tempo libero in cui non c’è niente da fare e così si inizia a navigare in internet. Lo sguardo squilibrato rende la tecnologia un nemico che distacca la persona dalla realtà, che ruba il tempo effettivo e che conduce all’isolamento dell’individuo.
La responsabilità religiosa e spirituale diventa la chiave importante per gestire il tempo che l’uomo riceve dalla misericordia di Dio. Nello spazio del tempo in cui si intreccia la storia di ogni uomo, il Signore lo invita ad entrare nell’incontro personale e personalizzato con lui. Ognuno ha il suo stile e il suo modo per poter incontrare il Signore. San Francesco Saverio lo sperimenta facendo la missione fino alle isole lontane in Oriente. San Francesco d’Assisi lo incontra profondamente nelle celle della casa di suo padre, della Chiesa di San Damiano, dell’Eremo delle Carceri e della Verna e si manifesta poi nell’incontro con il prossimo e con le creature. Santa Francesca de Chantal lo conosce nei vari stadi della sua vita come madre, poi come vedova e come fondatrice della clausura Visitandine sotto la guida di San Francesco di Sales. È chiaro per questi santi che il tempo nostro è il tempo di Dio, compreso quel tempo trascorso davanti al monitor del computer.