Oggi la comunicazione è la “locomotrice” di una nuova cultura che sta producendo cambiamenti epocali nelle società contemporanee. Di fronte a tale fenomeno la Chiesa cattolica – in sintonia con tutti i cristiani – si interroga soprattutto riguardo al percorso antropologico che tali mutamenti comportano. In altre parole: come si trasforma la persona? Come cambiano i rapporti tra genitori e figli? Come sono le “comunità” suscitate negli ambienti virtuali? Qual è il futuro della libertà di informazione e della responsabilità sociale di fronte a ciò che accade nel cosiddetto “villaggio globale”? Vogliamo rispondere con la ricchezza dell’esperienza ecclesiale, alla luce del messaggio che Gesù Cristo ha lasciato ai credenti, un messaggio di validità universale, che va al cuore di ciò che è umano, guardandolo alla luce di Dio.
Su questa strada, i diversi Pontefici hanno esercitato il loro Magistero per orientare l’attività dei professionisti della comunicazione, sia credenti sia non credenti. In una società nella quale tecnologia e cultura si intrecciano in una fitta rete comunicativa, occorre conservare la lucidità per cogliere tutti i vantaggi che si presentano, allo scopo di garantire il bene di ogni persona, famiglia e nazione, “bene” che si traduce nel dono della pace, raggiunto attraverso la verità, la giustizia, la libertà e l’amore